Proxima Nova

La lunga storia di uno dei caratteri tipografici più versatili e conosciuti: il Proxima Nova. Nato da uno schizzo a matita nel 1981 con il nome di “Zanzibar”, riuscirà a conquistare il grande pubblico solo 33 anni dopo.

Tra la fine degli anni novanta e la prima decade del nuovo millennio, l’introduzione dei fogli di stile CSS (Cascading Styles Sheets) in informatica, segna l’inizio di una nuova era per i caratteri tipografici. Il linguaggio CSS ha infatti permesso di iniziare a plasmare liberamente l’aspetto delle pagine web, non limitando più i designer all’utilizzo dei cosiddetti “font web-safe”, ma permettendo loro grande libertà nello scegliere font personalizzati. Uno dei caratteri tipografici che più ne ha tratto vantaggio per la sua versatilità tra online e offline è stato sicuramente il Proxima Nova, definito da molti come l’Helvetica del web.

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Tuttavia la strada per la consacrazione dinanzi al tempio dei caratteri tipografici contemporanei più amati è stata lunga ed impervia. È il lontano 1981 quando Mark Simonson, padre del Proxima Nova, inizia a pensare ad un carattere tipografico nuovo, geometrico, essenziale schizzandolo su un pezzo di carta (e chiamandolo provvisoriamente Zanzibar) senza sapere che quello schizzo avrà bisogno di altri 9 lunghi anni prima di prendere forma.

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È infatti solo tra il 1990 e il 1993 che Simonson, allora Art director della rivista Business Ethics, dà vita al u0022Visigothicu0022, basandosi sullo schizzo del 1981 e sulla volontà di trovare un’alternativa più semplice e geometrica al carattere tipografico Gills Sans, che in quel momento stava utilizzando per l’impaginazione della rivista. Crea così un ibrido capace di unire i tratti moderni e uniformi dell’Helvetica a un aspetto più tecnico e geometrico del Futura e del Franklin Gothic.

La prima apparizione pubblica del Visigothic risale a fine 1993, stampato sopra la musicassetta di Star Wars – The Original Radio Drama disegnata da Simonson stesso. Nel 1994 cambia nome e viene rilasciato al pubblico come Proxima Sans. Inizialmente Simonson aveva grandi piani per questo progetto, ma a causa del cumularsi di altri impegni lavorativi, scelse di non dedicarci altro tempo, sviluppandone ahimè solo pochi pesi.

Ma agli inizi degli anni 2000, le cose iniziano a girare diversamente per il Proxima Sans. Nel 2002, Matthew Ball decide di utilizzarlo per il redesign della rivista Rolling Stone. Nello stesso anno Tobias Frere-Jones pubblica, su commissione della rivista GQ, un carattere geometrico ispirato a New York City chiamato Gotham. Il Gotham diviene rapidamente popolare, incrementando esponenzialmente la domanda di caratteri geometrici semplici e lineari. Cogliendone l’opportunità, Simonson ripubblica nel 2005 il Proxima Sans ribattezzandolo Proxima Nova. Il carattere tipografico viene perfezionato con molte più variazioni di peso e stili capaci di combinare un aspetto geometrico a proporzioni moderne. I sei caratteri originali del Proxima Sans (tre pesi in corsivo) diventano così 48 caratteri OpenType completi.

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Nel 2009 viene lanciato il servizio di font hosting Typekit e fin dall’inizio il Proxima Nova è uno dei primi font disponibili. Nel 2013, il Proxima Nova è diventato estremamente popolare, capace di inondare il mondo digitale grazie al suo essere incredibilmente versatile sia per la stampa che per le interfacce digitali.

Ad oggi è il carattere tipografico principale di alcune delle aziende più popolari nei media digitali, tra cui BuzzFeed, Flickr, Mashable, NBC News, Wired etc., e tra gli altri, è utilizzato nel logo della terza compagnia aerea migliore al mondo, la Turkish Airlines.

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Tuttavia, come succede per ogni grande carattere tipografico, il lungo lavoro di perfezionamento non è ancora terminato. Sono in arrivo nuovi pesi per la versione arrotondata Proxima Nova Soft, è stato da poco implementato un supporto linguistico aggiuntivo, tra cui vietnamita, cirillico e greco e pare sia in cantiere anche un possibile Proxima Nova Wide.

Stay tuned per la proxima realease!

Mark Simonson

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